Uberto Carradori si è diplomato
all’Istituto Statale d’Arte di Fano e
successivamente presso il magistero di Belle Arti
di Urbino, sotto la guida dei Prof. Carnevali,
Castellani e Battistoni.
Ammesso all’Istituto Superiore per le Industrie
Artistiche, allievo dei Prof. Stainer e
Provinciali, si laurea nel 1967.
Insegna Discipline Pittoriche e Progettazione
all’Istituto Statale d’Arte di Fano.
Carradori ha scelto, come luogo espositivo per la
sua mostra d’arte, i nuovi bacini del porto di
Fano, luogo non casuale, ma ricco di valore
simbolico, nell’autore, e intorno a sé, punto
d’incontro della tradizione con la modernità.
L’artista esprime, con un senso umanistico tutto
personale, l’avvicendarsi dei cambiamenti lungo le
banchine e i moli del porto. Riflette nelle sue
opere i ritmi dell’esistenza umana e l’esperienza
di chi, come lui, ha vissuto col mare
un’adolescenza impegnata e una maturità pronta e
vigorosa.
Carradori - ha annotato Valerio Volpini - nato
nella decisiva area del figurativo ha attraversato
diversi periodi artistici e chiunque si trovi
davanti alle sue opere potrà prima stupirsi per la
loro varietà, per accorgersi poi che nella
diversità delle intenzioni c’è sempre la vivace e
intelligente curiosità.
Nel suo interesse creativo sono state decisive le
sollecitazioni della cultura della nostra civiltà
e sempre il mare con i suoi mutevoli emblemi ha
costantemente rinnovato l’intensa capacità di
porsi di fronte alla vita e alle cose piccole e
grandi che s’incontrano ogni giorno.
Hanno scritto di lui, Franco Battistelli, Silvia
Cuppini, Francesca Mascarin, Roberta Ruggeri,
Valerio Volpini.